Partiamo presto per riportare un vecchio amico a bordo della sua barca, ormeggiata a Cayo Lemon. Poco vento in prua quindi andiamo a motore.
Ci dirigiamo a Lemon est: all’ingresso c’è da fare una S e ci si ritrova in una grande baia ridossatissima in mezzo ad un gruppo di isolette.
E’ un posto bellissimo!
Ancoriamo e con il gommone partiamo alla scoperta dell’isola più ad est. Una piscina turchese si protende dalla spiaggia e le palme proiettano la loro ombra fino all’acqua. Ma chi è questo genio?
Saremo rimasti in acqua almeno tre ore, e nessuna voglia di uscire.
Sul fondo decine di stelle marine rosse, gialle, marroni. Un’aquila di mare salta fuori dall’acqua.
Ritornati a bordo troviamo Eujenio che abita sull’isola ad ovest che ci chiede di potergli ricaricare il telefonino. Eh già! Ci sono i cellulari ma solo alcuni villaggi hanno un gruppo elettrogeno quindi le barche sono una fonte preziosa di energia.
giovedì 17 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
Il villaggio
Scendiamo a terra ormeggiando il dinghy ad un moletto di legno. Ci ritroviamo in un giardinetto davanti ad alcune capanne. Diverse donne sono intente a cucinare sul fuoco o a cucire molas.
I giovani ci salutano cordialmente, ed anche gli uomini sono cordiali ed a volte perfino loquaci. Le donne, specialmente le più anziane, mostrano una certa ostilità rispondendo al nostro saluto con un movimento della testa.
Ci addentriamo tra le strette viuzze passando accanto a queste capanne che non hanno pavimento ne mobili, in cui si cucina su fuoco di legna e si dorme su amache. I tetti traspirano fumo attraverso le foglie di palma e le pareti hanno solo una porta d’entrata ma non hanno finestre.
Non osiamo pensare come possa essere nella stagione delle piogge!
I ragazzini guardano i riccioli biondi di Pablo, le bimbe vogliono toccarlo, un gruppo di bimbi che giocava a palla si ferma notando il suo interesse e gli passa la palla per farlo giocare.
I bimbi sono più piccoli di corporatura rispetto a lui ma si muovono con più padronanza. Scopriamo che hanno 3, alcuni 4 anni e che sono più piccoli perché i Kuna sono piccoli…e si vede da subito!
Infiliamo una viuzza e Pablo vede una gallina che entra attraverso una porta. Ci si avvicina e subito esce una donna che lo prende in braccio e lo porta dentro.
Ci invitano ad entrare, ci chiedono da dove veniamo, i nostri nomi, sono gentili con il piccolo.
Scopriamo un giardino curatissimo con piante e fiori. Due donne stanno cucendo molas ed un uomo siede al fresco di un albero.
Ci soffermiamo a guardare il loro lavoro: rimarcabile perfezione!
Ci mostrano alcune molas e non possiamo resistere.
La situazione è talmente gradevole che gli chiediamo di poter fare una foto di ricordo.
Stiamo volutamente evitando di ritrarre persone perché ci sentiamo a disagio. Ci sembra di mancargli di rispetto entrando nei loro villaggi con i nostri occhi da turisti sempre pronti a rubare un’immagine, ma troppo di fretta per soffermarsi a capire..
Aspetteremo un po’ e per ora scattiamo solo in certe occasioni prendendoci il tempo per assaporare questa nuova avventura.
I giovani ci salutano cordialmente, ed anche gli uomini sono cordiali ed a volte perfino loquaci. Le donne, specialmente le più anziane, mostrano una certa ostilità rispondendo al nostro saluto con un movimento della testa.
Ci addentriamo tra le strette viuzze passando accanto a queste capanne che non hanno pavimento ne mobili, in cui si cucina su fuoco di legna e si dorme su amache. I tetti traspirano fumo attraverso le foglie di palma e le pareti hanno solo una porta d’entrata ma non hanno finestre.
Non osiamo pensare come possa essere nella stagione delle piogge!
I ragazzini guardano i riccioli biondi di Pablo, le bimbe vogliono toccarlo, un gruppo di bimbi che giocava a palla si ferma notando il suo interesse e gli passa la palla per farlo giocare.
I bimbi sono più piccoli di corporatura rispetto a lui ma si muovono con più padronanza. Scopriamo che hanno 3, alcuni 4 anni e che sono più piccoli perché i Kuna sono piccoli…e si vede da subito!
Infiliamo una viuzza e Pablo vede una gallina che entra attraverso una porta. Ci si avvicina e subito esce una donna che lo prende in braccio e lo porta dentro.
Ci invitano ad entrare, ci chiedono da dove veniamo, i nostri nomi, sono gentili con il piccolo.
Scopriamo un giardino curatissimo con piante e fiori. Due donne stanno cucendo molas ed un uomo siede al fresco di un albero.
Ci soffermiamo a guardare il loro lavoro: rimarcabile perfezione!
Ci mostrano alcune molas e non possiamo resistere.
La situazione è talmente gradevole che gli chiediamo di poter fare una foto di ricordo.
Stiamo volutamente evitando di ritrarre persone perché ci sentiamo a disagio. Ci sembra di mancargli di rispetto entrando nei loro villaggi con i nostri occhi da turisti sempre pronti a rubare un’immagine, ma troppo di fretta per soffermarsi a capire..
Aspetteremo un po’ e per ora scattiamo solo in certe occasioni prendendoci il tempo per assaporare questa nuova avventura.
lunedì 14 dicembre 2009
Verso Carti
Oggi è una giornata impegnativa, ben 15 miglia da percorrere :-)). Abbiamo un appuntamento con un amico che viaggerà in taxi domani verso Panama. Ci troviamo a Cartì così mentre gli diamo un’occhiata alla barca durante la sua assenza ne approfittiamo per farci prendere un paio di cosette al supermercato e soprattutto l’ennesimo telefonino locale.
Ah dimenticavo! Da poco a San Blas hanno messo ben due operatori di telefonia cellulare ed ovviamente anche i Kuna hanno gradito l’innovazione.
Qui le distanze sono minime e, a seconda delle condizioni meteo e della rotta si può scegliere se passare a ridosso della prima o della seconda barriera.
Oggi il mare è tranquillo con poca onda e poco vento in poppa quindi restiamo nel canale Mayflower che è il più grande, ma soprattutto quello che richiede meno attenzione alla navigazione.
Veleggiamo con tutta tela. Passiamo Salar e prima di Lemon accostiamo a sinistra in direzione di Cartì dove ci sono ben quattro isole villaggio.
Un paio di zig zag tra i reef ed eccoci arrivati. Le isole villaggio, come vengono chiamate, sono fittamente costruite con capanne in bambu con tetto di foglie di palma. Qualche costruzione più grande spicca, magari la scuola o la sede del congresso.
Qui, ogni settimana, si riuniscono gli uomini del villaggio ed il Shaila ( sindaco) dà disposizioni, affina le regole ed impartisce multe e punizioni. La vita dei kuna è molto regolamentata e una colpa grave può perfino venir punita con l’espulsione dalla comunità.
Ah dimenticavo! Da poco a San Blas hanno messo ben due operatori di telefonia cellulare ed ovviamente anche i Kuna hanno gradito l’innovazione.
Qui le distanze sono minime e, a seconda delle condizioni meteo e della rotta si può scegliere se passare a ridosso della prima o della seconda barriera.
Oggi il mare è tranquillo con poca onda e poco vento in poppa quindi restiamo nel canale Mayflower che è il più grande, ma soprattutto quello che richiede meno attenzione alla navigazione.
Veleggiamo con tutta tela. Passiamo Salar e prima di Lemon accostiamo a sinistra in direzione di Cartì dove ci sono ben quattro isole villaggio.
Un paio di zig zag tra i reef ed eccoci arrivati. Le isole villaggio, come vengono chiamate, sono fittamente costruite con capanne in bambu con tetto di foglie di palma. Qualche costruzione più grande spicca, magari la scuola o la sede del congresso.
Qui, ogni settimana, si riuniscono gli uomini del villaggio ed il Shaila ( sindaco) dà disposizioni, affina le regole ed impartisce multe e punizioni. La vita dei kuna è molto regolamentata e una colpa grave può perfino venir punita con l’espulsione dalla comunità.
domenica 13 dicembre 2009
Cosa chiedere di più?
Ci siamo alzati presto, ed abbiamo assistito allo spettacolo dei pescatori Kuna che manovrando abilmente una rete fine fine montata su due rami hanno riempito le loro barche di pescilini piccoli piccoli... ci faranno anche loro la frittura?
Questa mattina è arrivato Apio che con il suo cayucco rifornisce di qualsiasi cosa le barche negli ancoraggi vicini. Oggi ci porta un magnifico King Crab al quale non sappiamo resistere e con ben 3 dollari, questa sera ci offriremo una cenetta da favola.
Nel pomeriggio sentiamo un soffio accanto alla barca ed usciamo increduli: tre globicefali stanno passando accanto alla barca!!??!!
Ma dove siamo arrivati?
Questa mattina è arrivato Apio che con il suo cayucco rifornisce di qualsiasi cosa le barche negli ancoraggi vicini. Oggi ci porta un magnifico King Crab al quale non sappiamo resistere e con ben 3 dollari, questa sera ci offriremo una cenetta da favola.
Nel pomeriggio sentiamo un soffio accanto alla barca ed usciamo increduli: tre globicefali stanno passando accanto alla barca!!??!!
Ma dove siamo arrivati?
mercoledì 9 dicembre 2009
La vita a Coco Bandero
Svegliarsi al mattino in un posto come questo è un regalo del cielo…e vien da chiedersi se i Kuna, nella loro esistenza così lontana dai nostri schemi, non siano in realtà molto più vicini alla verità di quanti inseguono le comodità sotto un cielo grigio di smog.
Enzo e Rita hanno scelto questo ancoraggio come loro seconda casa e vi trascorrono diversi mesi all’anno. Sono organizzatissimi! I pescatori gli portano polpi, granseole ed aragoste, Apio gli porta frutta e verdura ed Enzo è un bravo pescatore.
Quando piove riempiono il serbatoio d’acqua ma per il bucato hanno trovato qualcosa che ci lascia stupefatti: un pozzo di acqua dolce!
Sembra che per qualche ragione che ancora ci sfugge, un foro nella terra, profondo poco più di un metro, si trasformi in un pozzo. Il livello dell’acqua sale e scende con la marea e questo fa pensare ad una sorta di filtrazione dell’acqua di mare. Fatto sta che il pozzo c’è e non è mai secco! Enzo lo mantiene pulito e vi getta sabbia bianca per evitare che crescano alghe.
Quindi, per una doccia dopo il bagno e per fare il bucato…beh l’acqua non è un problema. Basta allora organizzarsi per quella da bere ed il gioco è fatto!
Enzo e Rita hanno scelto questo ancoraggio come loro seconda casa e vi trascorrono diversi mesi all’anno. Sono organizzatissimi! I pescatori gli portano polpi, granseole ed aragoste, Apio gli porta frutta e verdura ed Enzo è un bravo pescatore.
Quando piove riempiono il serbatoio d’acqua ma per il bucato hanno trovato qualcosa che ci lascia stupefatti: un pozzo di acqua dolce!
Sembra che per qualche ragione che ancora ci sfugge, un foro nella terra, profondo poco più di un metro, si trasformi in un pozzo. Il livello dell’acqua sale e scende con la marea e questo fa pensare ad una sorta di filtrazione dell’acqua di mare. Fatto sta che il pozzo c’è e non è mai secco! Enzo lo mantiene pulito e vi getta sabbia bianca per evitare che crescano alghe.
Quindi, per una doccia dopo il bagno e per fare il bucato…beh l’acqua non è un problema. Basta allora organizzarsi per quella da bere ed il gioco è fatto!
martedì 8 dicembre 2009
La prima navigazione
Siamo rimasti a Cayo Holandes per qualche giorno per assaporare il piacere dell’arrivo, ma già il richiamo della scoperta ci riporta in mare.
Il reef di Holandes costituisce la prima barriera verso il largo e crea un ridosso su un tratto di mare di poco più di sei miglia. Oggi facciamo rotta verso Coco Bandero e saremo esposti all’onda al gran lasco per una buona metà del tragitto.
Ci aspettano dei vecchi amici, Enzo e Rita con il loro Tatanai. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo alle Exumas nelle Bahamas una decina di anni fa: Come saranno? Come ci troveranno? Loro sono qui a San Blas da sei anni ormai ed in questo tempo sono accadute talmente tante cose nella nostra vita che non oserò neanche raccontare per paura di appropriarmi di troppo tempo.
Ma in fondo è così per tutti noi marinai. Viviamo esperienze intense ed é bello ritrovarsi dopo anni in un’altro angolo del mondo.
Intanto costeggiamo isole da sogno tropicale, così belle e così tante che avrebbero potuto fare la felicità di 10 nazioni, ed invece sono tutte qui.
Passiamo bene al largo del reef di Coco ovest per evitare i frangenti alzati dai bassi fondali che, nonostante siano a sette metri, sollevano onde pericolose.
Coco Bandero è un ancoraggio delimitato da quattro isolette disabitate a ridosso di una grande barriera corallina. L’ingresso è mozzafiato, bellissimo. Qualche secca ne ostruisce il canale. Entriamo adagio finché, sulla sinistra, vediamo il Tatanai.
“Che bello rivedervi!”
Passiamo la serata insieme parlando di viaggi e di comuni amici nella bella armonia di un incontro in terre lontane.
Il reef di Holandes costituisce la prima barriera verso il largo e crea un ridosso su un tratto di mare di poco più di sei miglia. Oggi facciamo rotta verso Coco Bandero e saremo esposti all’onda al gran lasco per una buona metà del tragitto.
Ci aspettano dei vecchi amici, Enzo e Rita con il loro Tatanai. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo alle Exumas nelle Bahamas una decina di anni fa: Come saranno? Come ci troveranno? Loro sono qui a San Blas da sei anni ormai ed in questo tempo sono accadute talmente tante cose nella nostra vita che non oserò neanche raccontare per paura di appropriarmi di troppo tempo.
Ma in fondo è così per tutti noi marinai. Viviamo esperienze intense ed é bello ritrovarsi dopo anni in un’altro angolo del mondo.
Intanto costeggiamo isole da sogno tropicale, così belle e così tante che avrebbero potuto fare la felicità di 10 nazioni, ed invece sono tutte qui.
Passiamo bene al largo del reef di Coco ovest per evitare i frangenti alzati dai bassi fondali che, nonostante siano a sette metri, sollevano onde pericolose.
Coco Bandero è un ancoraggio delimitato da quattro isolette disabitate a ridosso di una grande barriera corallina. L’ingresso è mozzafiato, bellissimo. Qualche secca ne ostruisce il canale. Entriamo adagio finché, sulla sinistra, vediamo il Tatanai.
“Che bello rivedervi!”
Passiamo la serata insieme parlando di viaggi e di comuni amici nella bella armonia di un incontro in terre lontane.
sabato 5 dicembre 2009
venerdì 4 dicembre 2009
Una sorpresa.
Questa mattina c’è un po’ di vento e scendiamo a terra per una passeggiata sull’isola. Già dalla spiaggia vediamo quanto le palme siano un efficace ridosso. Si sta benissimo!
Ci addentriamo qualche metro ed andiamo verso la piccola spiaggetta quando vediamo una serie di buchi. Strano, ma chi sarà stato?
Cinque buchi di una quindicina di centimetri di diametro, profondi una ventina di centimetri.
Tutt’intorno la sabbia è smossa e a guardar bene distinguiamo la sagoma di una grande tartaruga.
Quale privilegio essere da soli su un’isola di buon mattino e trovare le tracce fresche del passaggio di una tartaruga marina!
Temiamo che non sia riuscita a deporre le uova perché sotto uno strato di sabbia c’è della terra ed i cinque scavi fanno pensare che la tartaruga non riuscisse a trovare un luogo adatto.
Poco più in la troviamo delle altre tracce ricoperte di sabbia come dopo la deposizione delle uova il che ci fa ben sperare sul buon esito della ricerca.
Poco più tardi arriverà Ray che per evitare che qualcuno calpesti la zona cancella le tracce e si incarica di sorvegliare l’evoluzione.
Siamo fiduciosi!
Ci addentriamo qualche metro ed andiamo verso la piccola spiaggetta quando vediamo una serie di buchi. Strano, ma chi sarà stato?
Cinque buchi di una quindicina di centimetri di diametro, profondi una ventina di centimetri.
Tutt’intorno la sabbia è smossa e a guardar bene distinguiamo la sagoma di una grande tartaruga.
Quale privilegio essere da soli su un’isola di buon mattino e trovare le tracce fresche del passaggio di una tartaruga marina!
Temiamo che non sia riuscita a deporre le uova perché sotto uno strato di sabbia c’è della terra ed i cinque scavi fanno pensare che la tartaruga non riuscisse a trovare un luogo adatto.
Poco più in la troviamo delle altre tracce ricoperte di sabbia come dopo la deposizione delle uova il che ci fa ben sperare sul buon esito della ricerca.
Poco più tardi arriverà Ray che per evitare che qualcuno calpesti la zona cancella le tracce e si incarica di sorvegliare l’evoluzione.
Siamo fiduciosi!
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