venerdì 29 dicembre 2006

Rieccoci in ecocrociera!

A bordo c’è nuovo entusiasmo e tanta voglia di fare vela con vento a favore.
Il rientro dal Venezuela è stato infatti tutto controvento.
Abbiamo lasciato Martinica nella scia e siamo in rotta verso sud con un aliseo da E.NE a 25 nodi.
Aquarius sfoggia una carena pitturata di nuovo e giocando tra le onde fila a 9 nodi in un mare bianco di schiuma.
Giulia e Simona, le nostre giovani marinarette si godono il sole dei Carabi mentre posano per una foto con lo sfondo dei “Pitoni” di St. Lucia.


lunedì 25 dicembre 2006

Buon Natale!

La sera di Natale a Union.

Di solito siamo in Martinica e trascorriamo questa festa con i nostri amici Nicola e Dominique, ma quest’anno siamo ancora in viaggio e ci troviamo a passare il Natale soli soletti in rada...
Sarà pericoloso???!!!?

Vinello, linguine all’aragosta, buona musica e…Buon Natale a tutti!



martedì 12 dicembre 2006

Grenadines!

Ventiquattro ore di navigazione: la barca é una statua di sale e noi siamo emozionati come fosse la prima volta che vediamo le Grenadines.

Abbiamo avuto una discreta fortuna, il vento non era molto ed il mare non troppo formato... poiché era contrario meglio così!

A cicli di sei ore, legati al movimento di mamma-luna, la corrente ci ha aiutati o respinti, fatto guadagnare qualche grado nell'angolo di risalita, o fatto deprimere guardando sul cartografico la nostra rotta mirare verso le isole Vergini anziché la nostra meta.

Buttiamo l'ancora in Tirrel Bay, a Carriacou, stranamente piena di barche. Il tramonto non sembra reale.

Cumuli di bel tempo spinti dall'aliseo su di un mare piatto protetto dall'isola.
E' difficile credere che fino a poco fa eravamo la fuori a prendere spruzzi sussultando ad ogni ondata. Tenendo conto della frequenza media dell'onda percepita a bordo (funzione del suo periodo e dalla nostra velocità di avanzamento contro di essa), ovvero circa 1 onda ogni 3 secondi, in 24 ore di navigazione siamo a quasi 30.000 onde superate tra Testigos e Carriacou! Niente male è?

Riprendiamo subito le buone abitudini con un bel aperitivo da contemplazione.

Le Grenadines sono sempre una scoperta....

domenica 10 dicembre 2006

Ispirazioni d’argento

Il nostro tempo libero è stato raro, per non dire nullo, ormai da diversi anni.
La realizzazione dei programmi di Delphinia nei Caraibi ci ha assorbito totalmente.

Non ricordiamo a quando risale l’ultima volta che abbiamo avuto del tempo per noi e dopo un paio di giorni trascorsi tra nuotate ed esplorazioni ci viene voglia di rispolverare una vecchia passione: la creazione di gioielli.

Non si tratta in realtà di semplici gioielli ma di “Segni di viaggio”, nati dal mare e dalla simbologia delle civiltà antiche. Un percorso intrecciato tra natura e storia.

Utilizziamo una tecnica particolare attraverso cui l’argento puro viene plasmato in tre dimensioni per poi essere rifinito a più riprese prima di passare per l’alta temperatura.

Ne nascono dei pezzi unici realizzati a mano che esprimono messaggi ed emozioni attraverso la forma. Cominciamo per mostrarvene qualcuno, fra cui un "riccio-dollaro" e due versioni del "doppio twist". E' un simbolo prezioso ed importante: per i Maori rappresenta il legame dell'amicizia, due vite che diventano una per l'eternità.




sabato 9 dicembre 2006

Isole Testigos

“ I Testimoni” in spagnolo, come a testimoniare di una natura incontaminata modellata dal perenne soffio dell’Aliseo.

Le prime isole de Venezuela sul prolungamento della catena delle piccole Antille. Un piccolo insediamento di pescatori su Testigo Grande ed una base militare su Guana.
Quest’ultima provvede ad alcuni bisogni di base tipo il pronto soccorso e la scuola per gli abitanti civili.

Vi ci abbiamo organizzato qualche eco-crociera e l’impressione di “sospensione” dal mondo e dal tempo ha catturato tutti gli amici con cui abbiamo condiviso il viaggio.

Ora siamo qui da soli. Aquarius più una manciata di barche si dondola all’ancora a Playa Real protetta dalla lingua di sabbia che unisce Testigo Grande con Testigo Pequena. Qui vive il vecchio Chonchon, nella cui capanna si ritrovano i navigatori per quattro chiacchiere o una birra.

Partiamo alla volta degli strapiombi ad est, dove l’oceano picchia instancabilmente la roccia viva.

Siamo nella zona delle “dinamiche”, dove fregate, sule e pellicani planano senza sforzo in osservazione dei banchi di pesce. Ogni tanto, come dietro un ordine silenzioso, partono in velocità per tuffarsi sul loro banchetto.

Non abbiamo mai visto tanti uccelli. Migliaia! Evidentemente il cibo non scarseggia.
Tra le rocce, giochi d’acqua che rimbombano alti negli anfratti ed in mezzo al nulla… piantine grasse minuscole aggrappate alla vita con forti radici ornate da magnifici fiorellini gialli.
Ma come faranno?

Quest’estate ha piovuto! Cosa rara da queste parti, ed il versante nord di Testigo Pequena è pieno di cactus. Proviamo ugualmente a fare il giro ma dopo diversi tentativi per trovare un percorso siamo costretti a rinunciare. Lo scenario che si apre verso gli scogli a nord vale comunque il viaggio.



















martedì 5 dicembre 2006

Finalmente in mare!

Salpiamo all'alba, e Puerto La Cruz dorme ancora profondamente. Il vicino francese si sveglia, insonnolito, ci saluta e torna a dormire senza dire nulla.

Usciamo in mare, e l'orizzonte é appena più chiaro del cielo. La luna é ancora magnifica sopra l'isola Borracha, tramonterà fra poco.

Le navi all'ancora nell'immensa baia ronzano piano, qualcuno é fuori di guardia.
Il mare é calmissimo, non c'é una bava di vento, e ronziamo anche noi, piano piano, le torri del Morro diventano sempre più piccole ed il mare davanti a noi sempre più grande...

I delfini! Vengono a salutarci, un bel gruppo di stenelle maculate, e poi sfilano di poppa, come se anche loro avessero qualcosa di molto importante da fare, oggi.

Noi andiamo sino a Margarita, l'isola del turismo e del divertimento, ma anche il posto dove potremo fare le formalità di uscita e, speriamo, gasolio (anche questo é diventato difficile da comprare).

Il sole si leva, vediamo partire il ferry e poi via via la navigazione, i pescherecci che rientrano, qualche barca a vela, poche, qualche barca a motore.

A pranzo, un bel panino di "Branzi" ci riporta per un secondo in Italia, in Val Brembana... Grazie Barbie!!

Navighiamo tutto il giorno ed arriviamo a Porlamar proprio in tempo per dar fondo con l'ultima luce. Siamo fortunati, troviamo subito il barcozzo che vende il diesel ed ha ancora a bordo esattamente quello che ci serve! Con il pieno fatto siamo già a buon punto: domani le formalità e poi via!





lunedì 4 dicembre 2006

Elezioni, il giorno dopo...

La giornata di ieri é trascorsa tranquilla. Abbiamo pranzato con i nostri amici argentini Fernando e Roxana, che lavorano come equipaggio su una barca privata. Nell'emisfero sud ora é estate e le scuole sono chiuse: li ha raggiunti per navigare con loro qualche mese loro figlia Mariana, che ha 11 anni.

Chiaccherare con gli amici sudamericani é sempre un grande piacere, é come aprire la finestra su un altro mondo. Sia che si parli di navigazione e di avventure veliche, sia che l'argomento siano i viaggi "terrestri", il loro concetto di distanze é veramente ampio e smisurato per noi della vecchia, quanto piccola, Europa.

Come tutti gli stranieri, abbiamo evitato accuratamente di uscire dalla zona "protetta" del marina, ed abbiamo seguito l'evoluzione delle votazioni attraverso internet e la TV. Le informazioni sono contradditorie, molti parlano di brogli di vario tipo, favoriti dal nuovo sistema di voto elettronico che "giocherebbe" con le schede bianche (già sentita questa storia...).

La cosa più importante é che non ci sono disordini. Vediamo alla TV immense file di gente che aspetta di poter votare, e la Presidente del Comitato Elettorale che compare spesso a garantire la regolarità dello svolgimento.

Verso sera torniamo a bordo. Tentiamo di connetterci ad internet per rispondere ai molti mail che si sono accumulati, ma con scarso successo. Il wi-fi di Bahia Redonda infatti ha cambiato due cose da quando siamo tornati: la prima é che é diventato gratuito, la seconda é che praticamente non funziona quasi più per niente!

Il risultato elettorale viene diffuso in serata: Chavez ha vinto. Si parla di molti brogli, ma, ovviamente, nessuno può giurare. E' piuttosto strano vedere che i membri del Comitato Elettorale, organo che dovrebbe essere imparziale, festeggiano il delinearsi della vittoria di Chavez mentre stanno contando i voti....

Per strada iniziano a sentirsi i botti dei festeggianti, ma la situazione, per fortuna, resta molto tranquilla. I timori dei venezuelani non si sono verificati... o forse si?

Aquarius é pronta, ne abbiamo approfittato per dare anche una bella mano di impregnante sul teck. Domani salperemo verso Margarita, poi Testigos e le Grenadines. Si tratta di una navigazione poco gradevole, con vento, mare e corrente contrari. Per tutto il primo tratto, sin dopo Testigos, la corrente provocata dell'Orinoco che sfocia in mare é come un immenso tapis-roulant contrario, che ci obbligherà a fare tanti bordi e tanta strada in più... Grenadines... arriviamo!!!



sabato 2 dicembre 2006

Anche noi in fila...

Sabato mattina, riproviamo a fare la spesa. Ci presentiamo alle porte del supermercato un'ora prima dell'apertura. I venezuelani sono abituati a vivere in coda, si fa la coda per qualunque cosa. Ultimamente le più lunghe sono quelle per comprare lo zucchero, che per motivi inspiegati manca sul mercato da quasi tre mesi.
In questi giorni si vedono anche le code davanti ai bancomat: alle scorse elezioni le banche hanno bloccato i prelievi di contante per settimane.

Eccoci dunque, anche noi in coda: e' presto, facciamo colazione con un empanada (solo al formaggio, quelle dolci di mattina non ci sono... logico, no?), un succo di frutta... Quando si spalancano le porte del supermercato ci precipitiamo dentro. Con una corsa forsennata fra gli scaffali riusciamo a prendere quello che ci serve (fra cui una bella dose di pasta italiana) e passare alle casse prima che arrivino tutti!

Wow, e' fatta! Carichiamo tutto sul gommone, con questa sensazione di conquista che probabilmente condividiamo con i venezuelani che riescono ad ottenere, sgomitando, quello che invece spetterebbe a chiunque di diritto.

venerdì 1 dicembre 2006

Chiacchere a serrande abbassate

Abbiamo ordinato del materiale ed ovviamente non e' pronto. Doveva esserci due giorni fa, ma il negoziante ci chiede di tornare fra due ore. Sappiamo bene che e' impossibile, ma riteniamo di poter fare altre cose nel frattempo e decidiamo di dargli l'opportunità.
Al nostro ritorno, due ore dopo, naturalmente non e' pronto, ed il campionario delle scuse e veramente notevole: arriviamo sino alle malattie della nonna, senza dimenticare l'incidente subito dal suo tecnico circa 10 anni fa. Poi, complice l'ora tarda ed il negozio vuoto, il discorso scivola verso la politica...

Dice cose che fanno riflettere... Lui è contro Chavez, ed è contro questa forma di governo. Nonostante ciò, spera che Chavez vinca: solo così si eviteranno i disordini...
Poco prima eravamo al supermercato, dove abbiamo tentato,vanamente, di fare la spesa. Centinaia, migliaia di persone stavano comprando qualunque cosa, i carrelli erano introvabili, nella normalità apparente con cui il Venezuela affronta le elezioni, nel cuore della gente, in verità, qualcosa non va e c'é molta apprensione ed incertezza per il domani.

Mi vengono in mente i toni della politica in Italia... Siamo dei bambini viziati, così abituati alla struttura solida della legalità da poter urlare al lupo senza correre alcun rischio. Neanche immaginiamo (o ricordiamo) cosa vuol dire temere che la legalità all'improvviso non ci sia più, e che non ci sia più sicurezza per chi la pensi diversamente...

La nostra barca e' pronta a salpare, mentre quasi tutte queste persone non possono scegliere.

giovedì 30 novembre 2006

Da non credersi!

Nessuno ci credeva ed invece é successo!

I cuscini nuovi, sia interni che esterni, sono arrivati in tempo!
Li avevamo ordinati prima di partire dal Venezuela, quasi tre mesi fa. Sembrerebbe un tempo ragionevole, ma non da queste parti... Di solito qualunque fornitore inizia a lavorare per te nel momento in cui il ritardo non é più sostenibile: tu ti installi nel suo negozio e finché non ha finito aspetti, e gli chiedi come va...
Gli amici delle altre barche facevano scommesse su quanto avrebbe tardato la consegna.

Invece Edin, il nostro amico di Orient Canvas, é stato grandioso!

Ha consegnato tutto in tempo ed è anche riuscito a fare alcuni ritocchi dell'ultimo minuto.
Oggi Aquarius ha un portamento fiero con i bei cuscini esterni in spugna ed il prezioso divano in microfibra. A proposito! Questo ritrovato della tecnologia tessile lo abbiamo trasportato dall'Italia sotto forma di "matitone" da 10 kili per 1 metro e mezzo di lunghezza attraverso aeroporti, dogane, mari e pure monti...dovendo dare non poche spiegazioni.
Siamo felici di vederlo finalmente nella sua versione definitiva.





Il sole dei Caraibi brilla senza sosta 12 mesi all'anno e questo sottopone qualsiasi cosa ad una cottura lenta quanto inesorabile. Col tempo abbiamo imparato ad usare creme a schermo totale ed a proteggere, per quanto possibile, le attrezzature più delicate. Una copertura in tessuto, come quella che già abbiamo sul tender, impedisce la rapida cristallizzazione del materiale, oltre a renderlo più confortevole.

Per questo abbiamo fatto realizzare, sempre da Edin, diverse protezioni per i winches, gli oblo', la zattera, ed anche per il motore fuoribordo ed il suo serbatoio del carburante.

Tutto pronto! ... quasi!

mercoledì 29 novembre 2006

Risparmiare o rispettare? ( I furbetti naviganti )

Prepariamo la pittura antivegetativa per l'applicazione, quando si avvicina una donna americana chiedendoci di che tipo si tratti.

Le diciamo che usiamo una pittura particolare la cui caratteristica principale é di essere eco-compatibile. Anche lei la conosce, ma non la usa perchè è molto costosa: applicherà una pittura da nave mercantile (vietata alle imbarcazioni minori) acquistata attraverso chissà quale giro!

Le chiediamo perché va a vela, se non ama e rispetta il mare... non ha risposte.
Potrebbe sembrare un caso isolato, ma purtroppo non é così. Questa attitudine non cessa di ripetersi tra i navigatori di tutti i paesi e quelli che risparmiano si sentono molto furbi.

L'antivegetativa per le navi è più economica ed efficace, ma è anche altamente tossica e nociva per l'ambiente, con un pesante effetto sulla capacità riproduttiva di molte forme di vita marina.

Ed allora perchè la possono usare le navi?

Perchè le navi compiono lunghe navigazioni in mare aperto da un porto commerciale all'altro e non viaggiano per baiette come fa una barca a vela, sostando diverse settimane in luoghi incontaminati. Per di più sulle barche a vela si tende ad allungare l'efficacia della pittura effettuando delle pulizie di carena in immersione, azione questa di grande impatto ecologico per via dell'abrasione della pittura con conseguente dispersione di veleni.

Spostarsi in barca a vela non é, di per sé, un'attività rispettosa dell'ambiente.
Il risultato netto dipende esclusivamente dal buon senso e dalla coerenza di ognuno di noi. Ovviamente la coerenza ha il suo prezzo!

I lavori procedono benissimo e siamo stati molto più veloci del previsto.
Domani si va in acqua!

lunedì 27 novembre 2006

Lunedì mattina, Puerto La Cruz...

e come un lunedì mattina che si rispetti... apre una settimana di lavoro durissimo!!
Abbiamo pochi giorni per preparare la barca e fare carena: domenica prossima si vota e nessuno sa come possano andare le cose.
Per ogni evenienza vogliamo essere pronti a lasciare le acque venezuelane entro sabato. In ogni caso é necessario mettere la barca in acqua entro la fine della settimana... non osiamo neanche pensare all'eventualità di uno sciopero generale di durata indefinita in seguito alle elezioni... potremmo rimanere bloccati qui per un sacco di tempo!

Occhio alle macchine! Attraversare la strada con la barca a vela non é esperienza consueta! Aquarius viene finalmente spostata nella zona di lavoro e possiamo salire a bordo. Uff!! Che sollievo! E' tutto perfetto! Ringraziamo la settimana di lavoro che le abbiamo dedicato in settembre... abbiamo svuotato e lavato tutto, dalla cala dell'ancora sino al gavone di poppa. Vi lasciamo immaginare come si può ritrovare la barca dopo tre mesi, con temperature interne oltre ai 50°, se non la si prepara bene...





domenica 26 novembre 2006

Una domenica bestiale...

... passata ad aspettare! Sul bordo della piscina, a fare tutte le ipotesi.. come sta Aquarius, come ha passato questi mesi senza di noi,... soprattutto, quanto lavoro ci aspetta ora? Le barche non amano rimanere chiuse senza nessuno a bordo, e dovremo verificare tutto, dall'impianto elettrico, batterie, serbatoi, motere principale e gruppo, dissalatore, manovre... e tantissime altre cose ancora.

Per tutto il week-end non abbiamo potuto salire a bordo: Aquarius era chiusa nella zona di sicurezza del cantiere, dove nessuno, nemmeno noi, può accedere. Nonostante tutte le assicurazioni del cantiere, la barca non é stata spostata nella zona di lavoro in tempo... Il Venezuela é il Caribe all'ennesima potenza... siamo qui da tanti anni eppure non sempre riusciamo a capire ...

sabato 25 novembre 2006

Altro volo... nuovo regalo!

Il risveglio ai Caraibi é abbagliante di luce e colori. Cerchiamo un caffé, meglio col latte, passeggiamo un po'... sole cocente! Musica da ogni lato, la vita si svolge in pubblico, sulle porte di casa, dietro le finestre spalancate.

Per pranzo cerchiamo un ristorante di pesce che conosciamo già... no, oggi solo hamburger con senape, maionese e ketch-up... Strana vita di quest'isola sommersa (o occupata?) da un turismo sempre più standardizzato, sempre meno curioso...

Il nostro volo parte alle due, destinazione Barcelona (non quella grande in Spagna, ma questa piccola, piccolissima, vicina a Puerto La Cruz... dove Aquarius ci aspetta!). Un aereo minuscolo, il comandante accoglie i passeggeri, il secondo carica i bagagli, oltre a noi solo una coppia di stranieri, stereotipo del turista americano... ma che vanno a fare a Barcelona? Mah!

Il volo, breve ed intenso, é un vero regalo! Sorvoliamo Margarita, si vedono tutte le sue isole, Coche e Cubagua, poi il golfo di Carriaco ed il parco di Mochima, la sua splendida baia... ecco le isole che delimitano la baia di Pozzuelos: Borracha, Chimana Grande, Chimana Chica e Chimana Segunda... Sorvoliamo la marina di Bahia Redonda ed il grande centro nautico della Laguna del Morro con tutti i porti ed i cantieri... Ecco, ecco! E' Aquarius! E già voliamo via... sarà stata lei davvero? Oppure era solo il cuore?

venerdì 24 novembre 2006

Ritorno ai Caraibi!

Venerdì sera a Margarita, in Venezuela. Siamo appena rientrati dall'Italia, ed il salto (climatico ma non solo!) é... notevole!

All'arrivo veniamo subito catapultati nell'universo caraibico: all'aeroporto incontriamo un amico che ci accompagna con il suo pick-up, ovviamente nel cassone!
Zaini, bagagli, computer, e via! Una corsa nella notte, il profumo del vento, musica a palla, bassi togli-respiro, si trova una birra ma niente "para comer"... mañana!

Siamo così stanchi e frastornati che non riusciamo a dormire...